Benefici del CBD, ottimo antinfiammatorio e ansiolitico

CBD

Sempre più persone dell’ambito del benessere si stanno rendendo conto del potenziale del cannabidiolo (CBD) per i suoi effetti antinfiammatori e ansiolitici; nonostante ciò molti si domandano quale sia la natura di questo componente.

Il CBD deriva dalle piante di canapa e marijuana e, a differenza del THC, non è psicoattivo (in altre parole, non “stordisce”). I benefici del CBD per la salute sono stati messi in luca anni fa grazie al caso di Charlotte, una ragazza che soffriva di centinaia di convulsioni alla settimana e che grazie all’assunzione di questa sostanza riusciva ad avere un vita normale, senza soffrire di questo sintomo invalidante. Da quel momento il Cannabidiol è diventato famoso e centinaia di genitori con figli affetti da diversi disturbi hanno iniziato a viaggiare in Colorado per acquistare cannabidiol e curare così i propri figli.

Di recente questo cannabidiolo è diventato ancora più famoso e non viene impiegato solo per il trattamento di disturbi gravi ma anche per migliorare il benessere e sentirsi meglio. Ormai lo si può trovare persino in alcuni piatti di ristoranti alla moda, per esempio in condimenti per insalate, in cioccolato artigianale e in libreria, dove viene analizzato a fondo in libri come “Cannabidiol Oil Everyday Secrets” (I segreti quotidiani dell’olio di CBD), in effetti le domande su di esso abbondano. È legale? Che proprietà terapeutiche ha? È sicuro per chiunque lo assuma? Si può rischiare di farne overdose? Facciamo chiarezza su questa tematica.

Che differenza c’è tra CBD e marijuana

La marijuana è un termine colloquiale che si riferisce alla pianta di cannabis con alti livelli di THC. La cannabidiol contenente meno dello 0,3% di THC è considerata legale. Oltre al THC, la cannabis produce oltre 100 componenti chimici chiamati cannabinoidi, uno dei quali è il CBD. Mentre la marijuana può causare un’intossicazione, il Cannabidiol no. Qualsiasi tipo di cannabis, sia con alta che con bassa concentrazione di THC, può essere coltivata in modo che contenga più o meno Cannabidiol.
In altre parole, mentre la marijuana e la canapa sono piante della stessa specie, la Cannabis Sativa L. è diversa dato che contiene bassi livelli del cannabinoide THC che è il responsabile dell’effetto psicoattivo della sua assunzione. La marijuana ha alti livelli di THC, la canapa invece ha una gran quantità di cannabinoidi non psicoattivi come il Cannabidiol. La canapa e il Cannabidiol sono legali ovunque mentre la marijuana lo è solo in alcuni paesi.

Quali sono i benefici del CBD per la salute?

L’elenco dei benefici (per trattare le infiammazioni o addirittura il cancro) sembra essere lunghissimo. Il cannabidiolo (CBD) è una molecola “intelligente” che funge da adattogene (ossia una sostanza in grado di aumentare in maniera aspecifica la resistenza dell’organismo a fattori di stress di varia natura, sia fisica che psichica), da regolatore e da modulatore. Il Cannabidiol agisce in modo dinamico in base alla situazione e a dove viene localizzato nel corpo o nel cervello e tende a promuovere l’omeostasi, una sorta di equilibrio delle funzioni biologiche e psicologiche. Tra gli effetti benefici, solo per citarne alcuni, riduce le infiammazioni, fa diminuire la pressione sanguigna, elimina cellule cancerogene.

Colloquialmente, in ambito di ricerca, il Cannabidiol viene chiamato “la molecola boy scout” perché fa la cosa giusta in qualsiasi situazione. Studi di laboratorio hanno riscontrato fino a 50 meccanismi di azione; un trattamento a base di Cannabidiol può essere considerato una terapia “multi-target” che può agire in modi diversi a differenza ad esempio di una cura analgesica che riduce il dolore e non fa nient’altro. Il CBD può garantire diversi benefici in svariate situazioni.

Uno degli usi più comuni del Cannabidiol è per il trattamento di ansia ed insonnia. Si è rivelato efficace per questi disturbi? Come funziona?

Le ricerche hanno dimostrato che esiste una relazione dinamica tra il CBD e il sistema nervoso centrale, il sistema endocannabinoide (ECS) e diversi neurotrasmettitori. Il CBD non è tossico, può avere un’influenza positiva sull’umore e agire sui recettori della serotonina (5HT1A), può regolare l’acido γ-amminobutirrico (GABA, coinvolto nei disturbi d’ansia) e il glutammato (un neurotrasmettitore eccitatorio) e può fare molto altro. Non solo agisce sul sistema endocannabinoide e i suoi rispettivi recettori (specialmente il CB2) ma anche su sistemi che controllano i sopra citati neurotrasmettitori. Il Cannabidiol garantisce, tra l’altro, anche benefici psicologici, alcuni studi hanno dimostrato le sue proprietà antidepressive, ansiolitiche, antipsicotiche e le sue proprietà di regolazione dell’umore.

Molti consumatori fanno uso di Cannabidiol per trattare l’ansia e per questo le ricerche ora si concentrano sui suoi effetti non solo in gravi disturbi neurologici ma anche per il trattamento di ansia e nel Disturbo Post Traumatico da Stress.

Come interagisce il CBD con corpo e cervello? Il suo consumo è sicuro?

Nonostante il CBD interagisca con svariati recettori nel corpo e nel cervello (CB1, CB2, 5HT1A, canali TRPV, ecc.), interagisce principalmente attraverso il sistema endocannabinoide, detto anche ECS. Esso è un sistema di recettori che si trova sia nel cervello che nel corpo (ossa, pelle, organi, ecc.) ed è importante perché è il principale “sistema regolatore” dato che comunica ed interagisce con tutti gli altri sistemi del corpo (sistema nervoso centrale, organi, sistema autoimmune, ecc.) con il fine di garantire uno stato generale di salute, l’omeostasi. Le ricerche stanno avanzando rapidamente e hanno già dimostrato che l’ECS è fondamentale per la salute umana e si attiva in praticamente tutti i casi di malattia. Dato che il Cannabidiol, e la cannabis in generale, agisce su questo sistema attraverso diversi meccanismi di azione, la cannabis ha un importante potenziale terapeutico in svariate malattie.

Ora che la ricerca avanza a passi da gigante in tutto il mondo, siamo certi che presto nuovi studi porteranno a comprendere meglio i meccanismi di azione e che per anni verranno resi noti nuovi benefici della cannabis. Questa pianta, che è stata poco compresa fino ad oggi, merita di essere analizzata a fondo e che vengano resi noti gli svariati benefici che offre. È importante inoltre sapere che molte ricerche hanno già dimostrato che vari cannabinoidi, incluso il CBD, sono sicuri e non tossici per la salute umana. Da questo punto di vista il CBD potrebbe essere paragonato a uno degli alimenti o vitamine che assumiamo ogni giorno piuttosto che a una droga tossica con infiniti effetti collaterali.

Come sapere se il CBD è di qualità? È consigliato assumerlo in un determinato dosaggio?

L’unico modo per conoscere la qualità del CBD è assicurarsi che il prodotto sia stato analizzato da una terza parte e che si sia verificato che non ha contaminanti. È meglio estrarre il CBD dalla canapa terapeutica (ricca di cannabinoidi e probabilmente con meno contaminanti) piuttosto che dalla canapa industriale. È raccomandabile inoltre che il prodotto sia confezionato in un laboratorio registrato che rispetta gli standard cGMP e le linee guida AHPA.

Quali sono gli effetti immediati dell’assunzione di CBD? E dopo una settimana, un mese e un anno?

Gli effetti variano in base alle condizioni di salute della persona che assume CBD, alcuni affermano di sperimentare un sollievo di alcuni sintomi come convulsioni, altri riportano una sensazione di benessere generale, come la capacità di dormire meglio o di sentire meno stress. Ogni persona è diversa e risponde in modo specifico a qualsiasi supplemento erboristico o botanico, è quindi importante che ogni soggetto sia cosciente degli effetti che l’assunzione di CBD gli provoca per poter dosare al meglio questo componente.

Il CBD può causare dipendenza?

Alcuni si domandano se una persona assume Cannabidiol quotidianamente può assuefarsi e che reazione può avere all’interrompere l’uso.

Il Cannabidiol non è una droga tradizionale nel senso che non si lega a uno specifico recettore o set di recettori nel cervello. Ciò che provoca assuefazione e dipendenza è il ripetuto legame nel tempo del componente a uno specifico recettore ed è ciò che accade con il consumo di alcune droghe legali e illegali, come oppioidi, benzodiazepine, cocaina e metanfetamine.
Dato che il Cannabidiol regola i recettori e non si lega semplicemente ad essi, non produce dipendenza o assuefazione.

Piuttosto che richiedere un aumento periodico di dosaggio per riacquistare efficacia, quando una persona raggiunge la “saturazione” o il “livello di dosaggio terapeutico soggettivo”, può fermarsi lì e in alcuni casi può anche diminuire la dose per il mantenimento. Inoltre, dato che il Cannabidiol non crea dipendenza e non si lega ai recettori, è opportuno interrompere l’uso quando si ritiene conveniente e senza il timore di effetti collaterali da sospensione. Infine, se si interrompe l’assunzione di Cannabidiol i sintomi da astinenza saranno assenti ma se il trattamento aveva fatto sparire altri disturbi è possibile che essi compaiano nuovamente a causa dell’interruzione della terapia a base di Cannabidiol.

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